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È attesa oggi per la decisione del Tar Lazio, chiamato a pronunciarsi sulla lista del Pdl per Roma e provincia. Una sentenza che dovrebbe arrivare entro le 18. A comunciarlo è il responsabile elettorale del Pdl, Ignazio Abrignani, presente oggi all’udienza del Tribunale amministrativo regionale. «C’è stato dato un orario indicativo per le ore 18, ma non è confermato», ha detto il rappresentante del Pdl che poi ha sottolineato: «Adesso andiamo a completare l’operazione di deposito delle liste cominciato una settimana fa all’Ufficio circoscrizionale. Abbiamo subito un abuso e siamo venuti qui oggi in nome del 2.700 cittadini romani che hanno sottoscritto la lista per chiedere che il Tar restituisca a questi cittadini il loro diritto di votare». Nel frattempo il Pd deposita una diffida sulla riammissione della lista Pdl. Un atto di significazione è stato depositato al Tar dall’avvocato Gianluigi Pellegrino, contro la riammissione della lista provinciale del Pdl alle regionali del Lazio. È lo stesso avvocato a spiegare che «la lista del Pdl non può essere riammessa in base al decreto del governo e che questo non agisce sulla legge elettorale della Regione Lazio, ma solo sulle Regioni che non si sono dotate fino ad oggi di una legge elettorale specifica». Pronunciamenti e diffide a parte il presidente della seconda sezione bis del Tar del Lazio, Edoardo Puglisi, ha aperto l’udienza sul ricorso presentato dalla lista provinciale del Pdl di Roma contro la non ammissione alle prossime regionali. Quattro le ipotesi in campo: il respingimento del ricorso, la possibilità che esso sia accolto, che venga dichiarato decaduto alla luce del decreto legge emanato dal Consiglio dei ministri e, infine, che la questione sia rimessa alla Consulta. Sono numerose le parti in causa nel procedimento che si apre questa mattina presso il Tribunale amministrativo regionale (Tar) del Lazio sull’ammissione della lista Pdl per la Provincia di Roma alle prossime elezioni regionali. Si sono dichiarati, infatti, «intervenienti ad opponendum», vale a dire contrari alla richiesta del Pdl di riammettere la lista, i rappresentanti delle liste provinciali Pd, Bonino-Pannella e Sinistra ecologia e libertà. In tribunale questa mattina si è visto anche il presidente del Codacons Carlo Rienzi, che, per la lista Consumatori, ha presentato a sua volta un ricorso. Al contrario si è dichiarata «interveniente ad adiuvandum», cioè in favore dei ricorrenti, la stessa candidata Pdl Renata Polverini. «La nostra posizione è molto diversa da quella di Antonio Di Pietro. Criticare è possibile ed è leggittimo. Ma la posizione di Di Pietro non mi pare condivisibie», dice a Radio radicale, Emma Bonino. «Però- spiega - devo anche smentire quando si dice che non erano state date alternative al decreto emanato venerdì scorso. Noi avevamo infatti proposto di sanare tutte le situazioni, tenendo conto dei diritti di tutti i cittadini elettori, e non invece dei soli elettori del Pdl di Lombardia e Lazio. Quindi non è vero che non erano state fatte proposte alternative». «Il decreto legge sarà esaminato dal Parlamento dopo le elezioni regionali - aggiunge Bonino - Ma chiedo: cosa succede se il governo e la maggioranza dovessero decidere di non convertire questo decreto?». Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, auspica una rapida conclusione nelle aule dei tribunali del caso liste «per evitare di dover rinviare le elezioni». Lo ha detto al termine di un incontro con i vertici di Assolombarda. «L’Italia è un Paese in cui ricorsi e controricorsi non si negano a nessuno. Speriamo solo, è l’auspicio che faccio, che tutta questa situazione di incertezza - ha detto il responsabile del Viminale - finisca nel più breve tempo possibile per evitare di rinviare le elezioni». «Se il Tar decide che la lista è fuori- ha aggiunto Maroni- quella lista resta fuori nonostante il nostro decreto».
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