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E’ una delle tasse più care, ma senza dubbio è anche quella più difficile da incassare per palazzo Gambacorti. Lo dicono i numeri: dati alla mano la Tarsu è il tributo con il più elevato indice di morosità, intorno al 15%. Un andamento che si ripercuote inevitabilmente sulle entrate con le quali il Comune deve poi pagare il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti svolto da Geofor. Le utenze domestiche sono poco meno di 42mila, quelle non domestiche (negozi, uffici, attività in genere) 4mila. A conti fatti, nel 2007 e 2008, a fronte di importi dovuti per poco più di 16 milioni all’anno, il Comune ne ha incassati rispettivamente 14 (pari all’85%) e 14,3 (88%). Nel 2009, dopo l’aumento del balzello, le entrate sono salite a 16,1 milioni (85%) rispetto ai 18,9 dovuti. Una percentuale di morosità elevata, anche se in qualche modo fisiologica per questo genere di tributo, spiega l’assessore alle Finanze Giovanni Viale, al quale abbiamo chiesto spiegazioni: "Si tratta di una tassa che risente dell’elevata mobilità dei soggetti intestatari delle cartelle che si basano sulla metratura degli immobili. Basta pensare agli inquilini, a chi cambia spesso casa e indirizzo. Se non vengono fatte le autodenunce, scattano gli accertamenti, ma richiedono tempi tecnici. Le cose però stanno nettamente migliorando. Di anno in anno cresce la percentuale degli importi recuperati da Sepi sia sul fronte dei ritardi di pagamento che della lotta all’evasione". Solo nel 2009, infatti, anche grazie all’incrocio delle informazioni esistenti in più banche dati, sono stati emessi 397 avvisi di accertamento per altrettante posizioni fino a quel momento sconosciute (evasione totale) o per dichiarazioni di metratura risultata inferiore a quella effettivamente tassabile (evasione parziale): questo ha consentito di recuperare 616mila euro. Chi viene pizzicato deve pagare multe, sovrattasse e arretrati. In 37 casi è stata concessa la possibilità di saldare il debito a rate. Discorso diverso quello di chi non paga deliberatamente la cartella secondo le scadenze previste. In questo caso, una volta individuato il soggetto, scattano le procedure di recupero forzoso: prima arriva un’ingiunzione fiscale, poi si attivano tutti gli strumenti di riscossione coattiva previsti, fino al fermo amministrativo di scooter o auto. Se anche tutto questo viene ignorato e il debito resta tale si arriva fino al pignoramento. Sempre nel 2009 Sepi ha aggredito 'l’arretrato' cioé i 6,2 milioni che si sono accumulati negli anni per importi Tarsu mai riscossi. In dodici mesi sono stati recuperati 1,5 milioni e nel 2010 Sepi conta di azzerare tutta, o quasi, la parte rimanente così come è stato per le multe arretrate elevate dai vigili urbani o dalle telecamere della Ztl. Solo nel corso del 2009 erano ancora da incassare 4,3 milioni per sanzioni agli automobilisti che si trascinavano da tempo: ebbene, spiega con soddisfazione l’assessore Viale, si tratta di soldi che sono stati tutti incamerati dalle casse di palazzo Gambacorti.
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