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C’è un fumetto manga che sta spopolando su internet. Il primo episodio è uscito in rete il 14 febbraio, il secondo è atteso a giorni. È disegnato da una fumettista pistoiese innamorata dei manga, i fumetti giapponesi, nome d’arte Wish. È sceneggiato da Ileni, 15 anni, anche lei pistoiese, che voleva parlare attraverso il fumetto della convivenza con la disabilità. “Le ruote magiche” si ambienta in una piccola città della Toscana, dove Emi Sheffield abita con la sua famiglia. Emi è una studentessa dodicenne italo-britannica che frequenta la seconda media alla scuola privata parificata Saint-Exupery (un omaggio all’a utore de “Il piccolo principe”). È disabile fin dalla nascita. Emi è l’alter ego di Ileni, nata a Nottingham nel 1994, e che da molti anni vive con la famiglia a Pistoia. Per lei, la convivenza con la disabilità ha significato ben presto comprendere, come dice Emi nel primo episodio delle Ruote magiche, «se gli adulti capissero, quando invitano ad accettarsi per ciò che si è, che è difficile farlo se gli altri fanno di tutto per non farti sentire accettato». Ileni, seduta sul divano accanto alla sua amica Wish parla dell’i dea, maturata quando aveva solo 9 anni e cresciuta di pari passo con la passione per i racconti, i fumetti e i cartoni animati, di un’eroina in cui identificarsi totalmente. E così che si è creata un personaggio da sola, con l’intento di mostrare al pubblico «la disabilità sotto un nuovo punto di vista». Ileni inizia a scrivere la storia e Wish (che di nome reale fa Maria Pia), che la conosce da quando aveva 3 anni (erano vicine di casa) ne rimane colpita. Comincia a disegnarne le scene, le ambientazioni. «Una città italiana di medie dimensioni - spiega Wish - ma negli sfondi, e in alcuni luoghi è facilmente riconoscibile la città che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni».«Parte della storia sconfina nei miti dei continenti scomparsi - continua - In Atlantide e Mu. E nella magia, con la nostra eroina che si trova a combattere dei mostri-demoni simbolici, i “mali”». Emi combatte contro la diversità e le barriere che la società frappone tra sé e i disabili. Ma “Le ruote magiche” si sofferma anche su altre tematiche: l’ecologia, la guerra, il rispetto degli altri. Con i disegni stilizzati tipici dei manga che non insistono mai sulla commozione, il divertimento o l’accusa. È una lezione che Wish ha appreso in Giappone, nei suoi corsi di studio: evitare l’i mmobilismo, cercare la versatilità nelle scene. «Quando ti commuovi lo fai davvero, quando ridi, ridi di gusto. Non pensavamo a una storia con pretese di denuncia sociale. L’intento è quello di far capire il punto di vista del “diverso”. L’invito “a mettersi nei suoi panni”».
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